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lunedì 31 ottobre 2011

Il tuo sorriso – Pablo Neruda


Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

(Pablo Neruda)

lunedì 24 ottobre 2011

Invoca la Sapienza, anima mia!

Invoca la Sapienza, anima mia!
La poesia ti fa toccare la luna e le stelle
mentre affila la lama e prepara il boia
al gran giorno….
Prega per me Salomone!
Prega…io chiedo ogni secondo,
e mi chiedo….Dio ascolterà un’anima segnata dai peccati?
Troppa sete nel suo sguardo………
Troppo profondo il taglio dei suoi occhi
ed è sempre più rossa la sua bocca
come il sole che nuota tra le cosce dell’alba e al tramonto
tocca le corde dell’ultimo filo di seta tessuto dal cielo e dalle sue ninfe…
Lascia seccare i fiori di loto in un calice di vino bianco…
in due… in tre
Ma ritorna in te!
Fragile come un ramo verde…
Stai come un foglio di carta accartocciato riflesso nello specchio…
Torna a farle un sorriso…così…
Estrai dal tuo cilindro magico il pagliaccio più bello e…
cancella con una smorfia e due ciglia aggrottate la prepotente idea di lei.
( Innominato...come nei "Promessi sposi")

giovedì 20 ottobre 2011

Non gridate più

 
Cessate di uccidere i morti
non gridate più, non gridate
se li volete ancora udire,
se sperate di non perire.

Hanno l'impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell'erba,
lieta dove non passa l'uomo. 
(Giuseppe Ungaretti)

giovedì 15 settembre 2011

Pescatore di stelle

Perso
come un lenzuolo nel vento
girandola bianca
che vorrebbe sedurre le stelle…
Ho perso l’olfatto e la misura
le mie bilance e…
dal recinto i sagittari fuggono sull’acqua
li ritrovo stesi a prendere il sole all’orizzonte…
Ho perso le nuvole del ricordo
e la speranza invecchia ogni volta che la guardo…
Cerco un punto romantico
e trovo solo pezzi di carne e di sale con cui mi posso divertire…
ma rinuncio all’attimo fuggente…
Qualcuno sorriderà e affogherà sul seno dove io non oso…
Semplici complicazioni…semplici i pensieri delusi dal vento leggero
che sfiora e non tocca…
Perso
mi abbuffo di nuvole
bulimica fame di luce che si annoia nell’oblio
di cartoline lucide in bianco e nero.
Annodo pellicole ai fianchi della tua rosa
e giro intorno alla pellicola del ricordo dei miei venti (20) andati…
Rido
Perso
Rido
e tu lo fai di me…
e ci scambiamo saluti e auguri
attendendo la festa …
il sale che esalti e il rasoio che semplifichi…
Un po’ di vino buono e…
ti ritrovo accanto…
(Simone Felix)

domenica 24 luglio 2011

Fugaz di Moises Augusto

Foto: Kaveh H. Steppenwolf
 
Não mais que uma palavra e quase tudo se dissipa:
o vermelho escarlate das vaidades,
a tolice dos que se atolaram na mesmice,
a mecha rascunhada de preto no desenho do suicida.

De quebra,
o triunfo fugaz dos demagogos,
as promessas decantadas nos palanques,
a sordidez dos palácios e suas armadilhas,
o vazio do vazio que nada acrescenta
a não ser mais vazio...

O que fica?
A força da palavra suspensa sobre colunas de perguntas,
pronunciada sem parcimônias no dia das proibições,
persona non grata - de tão atrevida -,
seta certeira que atinge tendões de Aquiles
e flutua serena nas águas do mar que não se sabe morto.

Moisés Augusto Gonçalves, in Fragmentos Impertinentes

martedì 5 luglio 2011

Nascita

Fotografia: ISIDEluna
http://isideluna.splinder.com/
 
Fotografia: ISIDEluna
http://isideluna.splinder.com/

 


domenica 19 giugno 2011

INDOMABILE


Violento il pensiero
uno schiaffo
alla rete dei nervi
tessuto a trame strette…
Cattivo il ricordo
quando gira la lama
nella putrida ferita.
Efferata la memoria
quando si sveste…
Scarna la volontà di reagire
alla passione che sferza le tempie
come un vento indomabile
cavallo pazzo
che corre controcorrente.
Torna alla tua morfina, anima mia!
Torna al circo dei tuoi pensieri
e doma l’ indomabile!
Non resisto!
Troppa forza nelle braccia del peccato!
E’ un’ onda  che la mia tavola non può affrontare!
Violenta l’ ombra del passato punta il dito
come ascia in mani insane…
Anima mia, senza pensiero, dove andrai?
In quale mare bagni le tue cosce e dove il tuo ventre?
E’ ruffiano il mare! E’ traditore! Non cedere!
La sapienza di Salomone non può nulla
troppa fame di vita
trappa elemosina di baci
troppo impeto…
spade, frecce, lunghe chiome sciolte…
e uno scudo di legno non basta!
Vieni mia solitudine a vincere per me…
Io senza te non posso! 
 (Ermes.P.)