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venerdì 30 dicembre 2011

“MI PIACE IL TUO ESSER TENDA” – DISSE ROSA



Mi porto in giro come un circo ungherese
per le città come nei cuori degli amanti
con questa tenda che mi veste,
col mio sorriso da pagliaccio mutilato
e questa fune che mi tende l’anima;
coi miei pensieri trapezio a piombo sulla rete
e con le mani che fanno da apripista
solo sul corpo dell’ultima poesia,
quella che non ho ancora scritto.
Mi porto in giro come le giostre di paese,
coi miei cavalli in fuga circoscritta
e le mie idee da scontro rosse, bianche e nere;
con le mie viscere di zucchero filato
attorcigliate al filo d’ogni vorticoso giro
e nelle mani l’odore dei gelati mangiati solo ai primi di settembre.
Ma quando incontro funambolici destini
legati mani e polsi ad una scomoda esistenza
il fumo nero della vellutata gonna ferma la sua danza:
tace, s’acquieta, vive... e sta a guardare!

(Barbara De Palma)

domenica 20 novembre 2011

Pallade Atena


Le ragazze innamorate fanno il nido nella notte
e dopo la danza salvifica
trovano riparo nel fondo dei bicchieri,
dove leggono un futuro di sventure da riempire.
Non è mai saggio dimenticare,
lo sa bene il vecchio sciamano
che sfida il vento caldo e le avventure della mente.
E mentre dall'ala destra scivola piano l'acqua fredda
quella sinistra s'incendia senza consumarsi.

Come si fa... a spiegare le nuvole?

(Barbara De Palma)

mercoledì 16 novembre 2011

DEDI-CANTO…




Ho avuto in dono un pennino fatato
figlio dei numeri e delle stelle
con la punta affilata quanto basta
per sferzare colpi leggeri
che incidono segni nell’anima come carezze di mare.
Ho avuto in dono un pennino bianco e nero
che mi ha raschiato il cuore dal fondo dell’inferno
e gli ha ridato gli occhi per guardare la luna,
madre dimenticata, dolce madre.
Ho avuto in dono un pennino sincero…
scivola sul bianco con un nero che non sa mentire,
scrive che la mia “colpa” è in buona compagnia
e a lungo andare forse finirò per credergli.

Ho avuto in dono un pennino con le ali:
lo guarderò dal basso, oggi…
per imparare il cielo di domani.

(Barbara De Palma)

domenica 13 novembre 2011

GIUSTO ALLA META' DI UN VIAGGIO



Riordino i segni e me li porto via
sulla schiena della gazza ballerina
e come niente mi ritrovo a chiedermi
se le è concessa la felicità…
e sorrido alla parola “nessuno”
che fa capolino dal finestrino semi aperto
come il tentativo ultimo dell’ennesima teoria senza corpo.
Gli alberi in fila come scolari della stessa altezza
diligenti fanno da sipario alle nuvole,
ma la scena comincia sempre un metro più su
dove la drammaturgia può diventare estrema
come il Teatro chiede. Come impone.
Il rosso dell’asfalto sotto le mie ruote
e il nero degli uccelli acrobati sulla mia testa
raccolgono in un attimo tutti i colori del mio esistere.
Con questo sole mi è passata la voglia di dormire
anche se sotto sotto il ventre duole.
Il mare è una piuma levigata:
niente temporali annunciati
su questo giorno d’inverno vestito d’estate.
Solo, se non vi disturba troppo,
non venite a chiedermi di me,
e di dove ho perso i miei capelli;
non venite a bussare per avere notizie;
non venite a chiedermi che luogo è questo…
che sono giusto alla metà del viaggio!

(Barbara De Palma)

domenica 30 ottobre 2011

IL SOGNO E LA POESIA




Frutti rossi
sulle pareti interne del cuore
profumano di ricordo
questi mesi.
Come indecenti spie,
si parla per codici digitali
che bruciano le orecchie
avvelenate di ultrasuoni.
Ci sono luoghi
in cui la verità è superflua,
stantio il suo sapore,
flebile la sua voce.
Crederle...
non avrebbe senso!

(Barbara De Palma)

sabato 8 ottobre 2011

"Aimée & Jaguar"



Sete
di quegli amori epici
che soli sanno dare vita alla vita,
forma alla speranza,
tempo al tempo, e un nome al cuore.
Ora!
Dolce ubriacatura di questo eterno "qui ed ora".
Ora!
Perché solo ora val la pena vivere!
Domani ci attende beffarda... la senti?... la Nera Signora!
E non aver paura del vento, mia passione....
se tremi ancora.... aspetterò!

Mulinellano nella nera città le ronde verdi... oh, terrore...
ombre scure e lunghe s'affollano alla mente, invadono le strade, lo stomaco, i piedi... la Luna.... nemmeno la Luna è più al sicuro.
Senza più luci possibili paghiamo lo scotto della nostra passione che ancora brucia, e brucia ancora... nonostante la neve!

E non aver paura del vento, mia passione... se tremi ancora...
aspetterò...

(Barbara De Palma)